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Abbigliamento P/E 2011
Categoria: Focus - Pubblicato: 06.05.2011

Il comparto dell’abbigliamento (abbigliamento esterno, intimo ed accessori per adulti e bambini) segna, nella primavera – estate 2011, un ulteriore calo dei consumi, di poco inferiore al -1%, più o meno in linea con quello registrato lo scorso anno nello stesso periodo. Siamo di fronte alla nona stagione consecutiva di andamento negativo degli acquisti; se si esclude l’estate del 2006, in cui i consumi crebbero lievemente (+0,6%) la tendenza sfavorevole è in atto dal 2005. Si tratta del più duraturo ciclo di riduzione degli acquisti osservato da Sita Ricerca [1], da quando esiste il monitoraggio dei consumi di abbigliamento in Italia. Da quell’anno i consumi sono complessivamente calati del 9% circa, con eguale intensità sia in inverno, sia in estate. I prezzi, invece, nella p/e 2011, hanno subito una inversione di tendenza, ritornando a crescere, anche se lievemente (+0,4%), dopo due stagioni di calo. Questo trend era atteso, visto il notevole incremento dei prezzi delle materie prime che si è registrato a monte e che ha incominciato ad interessare anche il prezzo finale dei prodotti proprio a partire da questa stagione. Anzi, il risultato registrato dimostra che tutti gli operatori lungo la filiera hanno assorbito gran parte degli aumenti, ottimizzando i costi e rinunciando, probabilmente, ancora a quote di marginalità. I consumatori poi hanno fatto il resto, privilegiando i canali d’acquisto più economici. L’inflazione settoriale dell’abbigliamento resta dunque abbondantemente al di sotto di quella tendenziale calcolata da ISTAT per le famiglie di operai ed impiegati (+2,7% tendenziale a novembre 2011). I vari comparti mostrano velocità tutto sommato coerenti e tutte orientate alla contrazione (tranne l’infanzia); anche i prezzi sono tutti in lieve crescita, con punte leggermente più dinamiche per intimo e calzature. Perde in linea con il totale abbigliamento l’esterno donna, con le prestazioni peggiori nei capospalla classici, nel mare e nella maglieria leggera, penalizzati questi ultimi dalle cattive condizioni meteo che hanno ritardato di molto l’avvento dell’estate nella sua pienezza. Tengono i capi leggeri e lo sportivo per via della notevole crescita dei pantaloni corti. L’esterno uomo è anch’esso in fase negativa, di intensità all’incirca simile al corrispondente comparto femminile. Meno pesante che in ambito femminile il bilancio dei capospalla, grazie al  discreto andamento del sell out delle giacche moda ed alla crescita dei giacconi che, complice il tempo non prettamente estivo del mese di giugno, hanno goduto di un anomalo “allungamento” della stagione degli acquisti. Malissimo, ancora una volta, la pelle. Bene lo sportivo, ma solo grazie al sell out dei pantaloni corti (brillantissimo come nella donna); penalizzata, sempre a causa del tempo inclemente, la maglieria leggera.
NOTE: 1. - Sita Ricerca è l’istituto di ricerche di mercato specializzato nella marketing information nel settore moda

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